Isole Tremiti
ISOLE TREMITI
Definite le perle dell’Adriatico, le ISOLE TREMITI sono formate da 5 isole diverse tra loro sia di grandezza che di bellezza;
SAN NICOLA, SAN DOMINO, CAPRAIA, CRETACCIO, e distante da questi di 11 miglia ce’ L’ISOLA DI PIANOSA.
Le ISOLE TREMITI fanno parte del parco Nazionale del gargano.
Il suo comune conta circa 420 abitanti.
Le ISOLE TREMITI amministrativamente appartengono a Foggia, e nel 1989 sono diventate riserva marina.
Le ISOLE TREMITI, insieme alla meravigliosa FORESTA UMBRA sono per eccellenza le mete turistiche più visitate ed apprezzate del Gargano.
Le sue acque hanno avuto più volte il riconoscimento della celebre BANDIERA BLU, prestigioso premio della FOUNDATION FOR ENVIRONMENTAL EDUCATION, istituita nel 1987, anno europeo per l’ambiente, la campagna curata nei vari Paesi dalla FEE. La Bandiera Blu delle spiagge si assegna per: qualità delle acque, qualità della costa, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale.
Il clima delle ISOLE TREMITI è tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati calde.
I venti che attraversano LE ISOLE TREMITI sono provenienti dal 2°(levante, scirocco), e dal 4° quadrante (ponente, maestrale, tramontana).
Abitate fin dall’antichità IV-III secolo a.c. furono soprattutto un luogo di conflitto.
Una leggenda racconta che nacquero per mano di Diomede, il quale gettò tre sassi in mare, che divennero poi isole ( SAN DOMINO, SAN NICOLA, CAPRAIA).
Secondo la leggenda, Diomede vagò per l’arcipelago per molti anni, per poi finire i suoi giorni sull’isola di SAN NICOLA.
E’ presente tutt’ora una tomba su quest’isola di epoca ellenica che viene indicata come la tomba di Diomede
Selle ISOLE TREMITI vivono le Diomedee.
Una leggenda racconta che gli amici e compagni di viaggio di Diomede fossero stati trasformati in uccelli per vendetta da Afrodite.
Il loro verso ricorda un urlo di dolore, e leggenda vuole, che siano gli amici di Diomede che, trasformati in uccelli da Afrodite, piangano il loro amico condottiero.
Le ISOLE TREMITI sono piene di leggende, anche per l’origine napoletana dei suoi abitanti.
Un’altra leggenda parla di una vecchia strega proprietaria di uno scoglio dell’isola, che di notte prima di un temporale vaghi urlando.
Quello scoglio fu chiamato in seguito “scoglio della vecchia”, in memoria del fantasma.
Un’altra leggenda parla dell’isola di Cretaccio.
Si narra che il fantasma di un detenuto fuggito dalle prigioni delle isole Tremiti, in seguito riacciuffato e decapitato su quest’isola, vaghi sugli scogli nelle notti di bufere con la sua testa in mano.
Un’altra leggenda parla di un eremita, che nel 312 d.c. scelse l’isola di SAN NICOLA come luogo di ritiro e di preghiera.
Si racconta che la Madonna venne in sogno all’eremita e gli disse che sull’isola di SAN NICOLA c’era un tesoro ”il tesoro di Diomede” e che il suo compito era quello di scavare dove ella gli diceva e prendere il tesoro, in seguito in quello stesso punto con i soldi del tesoro l’eremita avrebbe dovuto costruire una chiesa dedicandola alla VERGINE MARIA.
Il monaco eremita forse per paura che fosse stata una visione diabolica fece finta di nulla, ignorando le indicazioni della Madonna.
In seguito la madonna gli venne di nuovo in visione ed il monaco eremita cedette e scavò trovando il tesoro.
In quel luogo costruì come gli era stato ordinato una chiesa per la VERGINE MARIA.
In poco tempo l’isola si riempì di cercatori d’oro in preda alla follia e l’eremita chiese quindi aiuto al Papa.
Il Papa affidò l’isola governandola e proteggendola in mano all’ordine di SAN BENEDETTO.
San Domino;
La più grande delle isole è SAN DOMINO, detto “orto di paradiso”, per il suo paesaggio formato da una vastissima varietà di fiori di ogni specie e colore e dai boschi d’Aleppo.
L’isola si estende per 207 ettari, di altezza 116 m, sviluppo costiero 2.600 m, in vetta potrete trovare la cappella del eremita.
Le acque sono pure e cristalline e spumose verso gli scogli.
I più conosciuti sono quello dei Pagliai e quello del’Elefante (il nome deriva dal suo aspetto).
Le spiagge di SAN DOMINO sono quelle di CALA DELLE ARENE, la spiaggia sotto i Pagliai (con cui ci si arriva solo via mare), CALA MATANO.
Effettuando l’escursione delle isole in barca, attorno a SAN DOMINO potrete ammirare le grotte del BUE MARINO, DELLE RONDINELLE, e la grotta DELLE VIOLE.
isola di Caprara;
Dopo SAN DOMINO, L’ISOLA DI CAPRARA( O CAPRAIA), è la seconda per estensione.
Vasta 45 ettari, lunga 1600 metri, con uno sviluppo costiero di 4700 metri, su quest’isola vi potrete trovare un opera di architettura naturale di grande fama, infatti è stata scenario di molti spot pubblicitari romantici, “l’ARCHITIELLO”.
Arco roccioso di 6 metri d’altezza e con l’interno di un invaso multi colorato ed ampio.
ISOLA DI SAN NICOLA;
E’ un isola che ha racchiuso storia e cultura, leggende e poesia.
Detta “Isola Madre”, prende il suo nome da una cappella costruita dal nome del santo che facendo il marinaio era sbarcato qui o forse tratto da un santo eremita che ha dato il suo nome all’isola.
Non si è certi dell’origine esatta.
L’ isola di SAN NICOLA è stata abitata per molti secoli.
In passato per procurarsi l’acqua per bere usavano una cisterna detta “cisterna della meridiana”.
Su quest’isola vi potrete trovare moltissime architetture importanti ed antiche di valore inestimabile, specie nella chiesa di SANTA MARIA A MARE.
Alla CHIESA DI SANTA MARIA A MARE, ci si arriva salendo su l’unica scalinata dell’isola.
Fu costruita nel 1473 in perlinato svevo, poi restaurata dai Borboni nel 1792.
In stile romantico, come principale bellezza, possiamo ammirare il portale.
La statua della Madonna con il Bambino in braccio ha un colore del viso bruno, forse è stata portata da COSTANTINOPOLI.
Patrona dell’isola, la processione di SANTA MARIA A MARE è il 15 agosto.
Nella facciata della chiesa potrete vedere i segni dei cannoni inglesi scagliati sull’isola nel 1807.
All’ interno ci sono le statue di SAN PAOLO, SAN PIETRO, SAN GIOVANNI, SAN AGOSTINO.
Questa chiesa è piena di valori inestimabili, sia architettonici, che artistici;
la croce lignea, il polittico ligneo, l’affresco della MARIA VERGINE, le quattro diomedee.
Il centro abitato di SAN NICOLA si chiama corso DIOMEDE.
Questo nome deriva da una delle mille leggende riguardanti l’isola di SAN NICOLA.
Sull’isola di SAN NICOLA eressero anche un sepolcro a Tholos, su quest’isola morirono molte altre persone come Giulia, la nipote dell’imperatore Augusto, relegata ed esiliata su quest’isola per 20 anni.
Quest’isola divenne in passato luogo di deportazione, grazie a Federico I di Borbone e poi in seguito ai Sabaudi e poi dai fascisti.
Portavano qui i loro detenuti e famiglie intere con bambini, anche se non erano dello stesso stato politico.
Ci furono tantissimi morti sulle ISOLE TREMITI anche per via d’epidemia, il Tifo Petecchiale, che portò alla morte di tantissime persone recluse.
I loro corpi furono seppelliti al “CAMPO DI MARTE”, che si trova su quest’isola.
Fu costruito un monumento in bronzo in memoria di tutti coloro che qui in quest’isola vi persero la vita.
Qui fu esiliato nel 780 da Carlo Magno, Paolo Diacono, che in seguito riuscì a fuggire.
In cima all’isola c’è un architrave in pietra, con una scritta incisa che dice “COTERET E CONFRIGET”,”SPEZZERA’ E STRITOLERA’ CHI VARCHERA’ LA SOGLIA”.
Isola di Pianosa;
L’isola di PIANOSA, cuore del parco marino, deve il suo nome dalla sua forma pianeggiante.
L’isola è formata da rocce, il terreno è secco ed è alta 15 metri, la si può vedere solo da vicino.
Estesa 11.4 ettari, con uno sviluppo di costa di 1.700 chilometri.
Ha dei fondali profondi.
PIANOSA viene a volte attraversata da onde enormi, che scavano nel loro cammino pozze profondi di acqua contenenti cristalli di sale.
Isola di Cretaccio;
l’isola di CRETACCIO ha la forma di una falce.
E’ la più piccola delle Isole Tremiti.
E’ un’isola disabitata.
Misura 3.5 metri, altra 30, nei suoi pressi si trova lo “SCOGLIO DELLA VECCHIA”.
Le isole tremiti si possono raggiungere via mare da; RODI GARGANICO (il centro più vicino), TERMOLI, PESCHICI, VIESTE, MANFREDONIA.









































