QUEL 30% DI ALUNNI STRANIENI CHE NESSUNO VUOLE?

Tetto del 30% di presenze di alunni stranieri nelle scuole elementari, medie e superiori a partire da settembre
Tetto del 30% di presenze di alunni stranieri nelle scuole elementari, medie e superiori a partire da settembre – è questa la proposta lanciata venerdì 8 gennaio dal Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini che ha subito suscitato innumerevoli reazioni: demagico, anticostituzionale, violatore della Convenzione dell’ONU, queste le parole di alcuni esponenti del mondo giuridico.
Ma c’è anche chi all’opposizione non la pensa così, come Livia Turco la quale s’è dichiarata più scettica per le risorse che non per la proposta stessa; infatti nel nostro Paese un limite al numero degli alunni c’è già da oltre dieci anni ed è tuttora vigente: il dpr 394/’99 emanato dal governo D’Alema prevede all’art. 45 un tetto massimo del 50% per evitare “la costituzione di classi in cui risulti predominante la presenza di alunni stranieri”. Come specificato dalla stessa Gelmini nella trasmissione tv “in mezz’ora”, il tetto non riguarderà i nati in Italia che sono circa il 37% e gli studenti che si troveranno in sovrannumero saranno trasferiti da un plesso scolastico all’altro grazie a convenzioni con enti locali. Ma perché tanto clamore allora? La circolare del ministro non solo è volta all’integrazione degli alunni con cittadinanzia non italiana ma bensì anche alla tutela dei nostri giovani: è sempre maggiore il rischio di vedere istituti monoetnici e senza italiani,
e questo provvedimento potrebbe offrire la base per un’integrazione migliore perché l’esigenza primaria è permettere a tutti quanti un percorso culturale, didattico ed educativo ottimale.
Tratto da foggiaweb.it
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