RODI GARGANICO – Inizia dal porto di Rodi l’autostrada del mare verso Croazia e Dalmazia
Un ponte verso la Croazia e le isole della Dalma zia. Nella prossima stagione estiva le coste dalmate potranno essere rag giunte partendo da Rodi Garganico. “Una marina, un villaggio in mare per accogliere i dipartisti e offrire loro tutti i servizi necessari alla navigazione”.
Così ha definito il primo porto turistico dell’Adriatico il sindaco Carmine D’Anelli. “Il 30 novembre, il Consiglio comunale della cit tadina garganica ha votato al l’unanimità la proposta di am pliare l’offerta affiancando ai collegamenti per le Isole Tre - miti anche quelli con la Croa zia. Sa rà attivato un servizio di collegamento due volte alla settimana.”, ha spiegato al quotidiano “Puglia” nell’intervista che riportiamo.
DOMANDA - In che modo funzioneranno i transiti? Risposta. - Sarà la società Ltm di Ter moli a garantire i transiti in circa due ore e mezzo con l’isola di Korçula e l’isola di Kvar, il martedì e il mer coledì, utilizzando un ca tamarano jet che potrà trasportare 400 passeg geri in ogni viaggio.
D. – Perché avete pensato alla Croazia? R. - L’obietti vo è intercet - tare i dipartisti, i turisti che, come accade per le Tremi - ti, vanno e tornano in giornata; ma soprattutto fare di Rodi un punto di imbarco per chi trascorre una settima na o più di ferie in Croazia. Entrato in funzione il 25 lu glio scorso, il porto turistico di Rodi Garganico è al mo mento nell’Adriatico il punto più vicino alla costa della Croazia. Il nostro obiettivo non era solo quello di costruire un porto turistico, ma di attivare una delle tante autostrade del mare.
D. – Perché la Croazia? R. - I collegamenti con la Croazia non nascono con l’obiettivo di consentire ai no stri turisti di poter trascorre re una giornata o 48 ore sul l’altra sponda dell’Adriatico, ma di creare un rapporto pro ficuo con la Dalmazia, tra i lo ro operatori turistici e i nostri e perché non far conoscere anche i nostri prodotti, come si faceva nel Novecento con le arance degli agrumeti di Rodi e di Vico? Quest’estate si faranno le prove generali per verificare se il collegamento con le isole della Dalmazia funziona e quanto interesse c’è.
Il Comune infatti non esclude che sia possibile pen sare in futuro anche ad un col legamento settimanale nel corso di tutto l’inverno. E’ presto per dirlo, ma dobbia mo lavorare anche guardan do a questo tipo di prospetti va. D. – E’ stato facile ottenere l’approvazione di questo progetto in Consiglio? R. - Ho voluto il coinvolgi mento del Consiglio comuna le nonostante non fosse necessario questo tipo di passaggio amministrativo.
Il porto è di Rodi e del Garga no. Su questo tipo di scelte che riguardano la comunità e il territorio non possono esserci divisioni. Da luglio a settembre il por - to turistico ha visto 300 transiti, un risultato giu - dicato positivo dal Comune e dalla società di gestione per un punto d’approdo al suo esordio. D. – Quali servizi è in grado di offrire il porticciolo? R. – E’ dotato di tutti i servizi di marina, buncheraggio, scarico acque nere, alesaggio, rimessaggio barche, motori, servizio sub, è collegato con l’Aqp.
Inoltre ci sono delle persone fisse per l’attraccaggio e per qualunque evenienza. Ci sono pontili fissi e mobili, tutto ciò che può servire a una barca: internet, energia elettrica, gas. D. – Quanto è costato e chi lo ha progettato? R. – E’ costato 17 – 18 mln di euro. E’ un progetto di finanza.
Abbiamo realizzato un’opera pubblica in 700 giorni (maggio 2007-giugno 2009). Non ci sono in Italia porti realizzati con un progetto così. Abbiamo terminato tutto in tempi record senza avere finanziamenti pubblici, ma lavorando in sinergia con l’impresa Pietro Cidonio s.p.a. di Roma.
Il progetto è stato scelto tra 10 proposte pervenuteci, che hanno risposto al bando pubblicato dal Comune, l’impresa tra 3 l’Intercantieri Vittadello di Padova, Rechearche Badoli di Napoli e la Cidonio. E’ stato scelto quello della Etacons, un’ati (associazione temporanea di professionisti pugliesi).
Il comune ha investito 4 mln di euro (il 20-30% dell’importo spesa totale). Il progetto è stato migliorato in corso d’opera, infatti l’esecutivo è diverso rispetto a quello di partenza. Cidonio s.p.a. ha edificato anche i porti di Ostia, Grosseto, Imperia, il Masa di Venezia, quello di Molfetta, di Bari e costruirà quello di Vieste.
Per far rientrare la commessa è previsto che l’impresa gestisca il porto per 30 anni. D. – Come affronterà la crisi economica il porto di Rodi? R. – E’ dotato di locali commerciali: lunch, bar, abbigliamento, 2 ristoranti, yatch club, 2 agenzie marittime. Ci sono 21 locali con queste caratteristiche.
I posti barca sono stati venduti quasi tutti a un’utenza medioalta, abbiamo il 10% dei posti liberi come previsto dal dpr 509 del Codice della navigazione. I transiti ci hanno sbalorditi. Il porto potrebbe subire la crisi come potrebbe contribuire a migliorarla.
Tratto da foggiaweb.it



Leave your response!
You must be logged in to post a comment.