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L’Arcivescovo Tamburrino a S. Marco in Lamis per la festa di S. Giuseppe Moscati

Submitted by giovanni on Mercoledì, 18 Novembre 2009No Comment

S. Giuseppe Moscati

Un santo dei nostri giorni. Soprattutto un santo della gente, perché apparteneva ad essa per il suo totale servizio dell’arte medica e anche perché ha dato tutta la sua esistenza per il bene dei poveri e degli ultimi. S. Giuseppe Moscati era un fine scienziato. Studioso e medico che ha visto nell’ammalato il volto sofferente di Cristo sulla croce. I suoi pazienti erano soprattutto la gente povera dei quartieri del centro storico di Napoli.

Molte volte, oltre alla prescrizione delle cure, ci metteva anche il suo denaro per aiutarli nel comprare medicine e viveri. Tra le prime testimonianze dopo la sua morte, significativa è quella del cardinale di Napoli, Alessio Ascalesi. Dopo pregato dinanzi al corpo di Moscati, rivolto ai familiari disse: “Il Professore non apparteneva a voi, ma alla Chiesa. Non quelli di cui ha sanato i corpi, ma quelli che ha salvato nell’anima gli sono andati incontro quando è salito lassù”. La città di S. Marco in Lamis ha un legame particolare con il Santo di Napoli. Si racconta di alcuni amici medici della cittadina garganica e di alcune visite alla città. In un libretto scritto dal professore Matteo Coco ci sono alcune testimonianze e di alcuni suoi scritti per gli ammalati del posto. Un legame che viene mantenuto vivo ancora oggi dal Comitato S. Giuseppe Moscati, guidato dal sig. Michele Vigilante, attraverso l’opera di conoscenza della sua vita e di iniziative culturali e caritatevoli.

Il triduo di preparazione alla festa liturgica del 16 Novembre è stato chiuso con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal nostro Arcivescovo S.E. mons. Francesco Pio Tamburrino. Il presule ha esordito nella sua omelia dicendo che “la santità appartiene a tutti. Giovanni Paolo II ha portato agli altari moltissimi laici tra cui una donna sposata e anche una coppia, i Quattrocchi- Beltrame. La via della Santità non è preclusa ai laici, ma essa richiede un impegno di risposta alla chiamata del Signore”. Mons. Tamburrino ha fatto rilevare come “nella schiera dei Santi ci sono preti e suore, Vescovi e Papi, quasi a dire che c’è una santità facilitata dallo stile di vita del consacrato, ma nello stesso tempo ci deve essere maggior impegno di risposta alla propria vocazione”. Con il battesimo tutti siamo chiamati alla vita del Vangelo. “In modo particolare i laici che vivono la propria vocazione sulle strade del mondo”.

Infine, Mons. Tamburrino ha parlato di due categorie presenti nella famiglia umana, gli anziani e gli ammalati. Il presule ha fatto rilevare la sua particolare vicinanza agli ammalati della città, con un sacerdote che si dedica totalmente ad essi. “Per la vita dell’anziano- ha proseguito l’Arcivescovo- è di particolare importanza la famiglia. Nello stesso tempo anche per la famiglia è importante avere gli anziani e prestare loro le cure necessarie”. Parlando, poi, degli ammalati, l’Arcivescovo ha detto che “essi sono le membra doloranti del corpo della Chiesa. Non sono separate da essa, ma sono parti integranti della vita delle nostre parrocchie. La malattia rileva il mistero del limite. L’ammalato non è solo, ma partecipa al mistero di Cristo che ha preso su di se l’infermità dell’umanità.”. infine, ha rivolto un accorato appello affinché “tutti si rimbocchino le maniche perché nessuno deve sentirsi isolato e abbandonato dalla comunità cristiana”.

Prima della conclusione della S. Messa, il segretario del Comitato S. Giuseppe Moscati, Michele Totaro ha fatto partecipe l’Arcivescovo delle numerose iniziative prese in favore della città. In primo luogo “l’Oratorio dedicato a Don Matteo Nardella, luogo di formazione e crescita cristiana e civile. Oggi l’Oratorio conta ben 80 iscritti, per la maggior parte bambini, ragazzi e giovani. Poi, la vicinanza alla famiglia del piccolo Armando, per il quale il nostro Comitato si è fatto promotore di una raccolta fondi, che partirà da San Marco per raggiungere Monza dove il 20 sarà sottoposto al primo delicato intervento alle mani”. Infine, il Comitato ha in serbo due importanti iniziative per la città. “La prima è l’organizzazione di una giornata vicariale dedicata all’ammalato, figura del Cristo, come ha scritto San Giuseppe Moscati. La seconda è l’impegno a ricordare degnamente la figura di Don Matteo Nardella, già parroco di S. Bernardino, in occasione del 34° anniversario della Sua nascita al cielo che ricade il prossimo 13 febbraio”.

Il bacio alla reliquia ha concluso l’intensa celebrazione.

Tratto da garganopress.net

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