LEGAMBIENTE: GRAVE ERRORE NEL METODO E NEL MERITO
MONTE SANT’ANGELO. Hanno approvato! Approvata dal Consiglio comunale di Monte Sant’Angelo, con 11 voti a favore e 5 contrari, una variante al Piano Regolatore che autorizza la sopraelevazione di alcuni immobili siti in via Celestino V, una delle stecche di case a schiera del quartiere Carmine. Non è vero che nella zona B1-B2 esiste il diritto ad edificare, che è decaduto con la variante urbanistica che recepisce la legge antisismica.
Pertanto quelle case sono inedificabili. Quella di ieri è una vera e propria variante al PRG. Questa del ripristino del “diritto a costruire” è una delle tante fandonie che sono state scritte e dette in questi giorni. Lo stesso dibattito in consiglio comunale, da questo punto di vista è stato scadente e permeato di menzogne spacciante per verità.
Il fatto è che la maggioranza abbia fatto un blitz non ci ha permesso di fare le nostre proposte sulla vicenda di Via Celestino V, che è la zona ambientalmente più delicata della B2.
Soprelevare migliora l’ambiente. Hanno accusato Legambiente di allarmismo, perché le motivazioni ambientali non c’entrano. Invece proprio la delibera ci da ragione ammettendo che si tratti di una zona paesaggisticamente sensibile. Però, udite udite, si autorizza la soprelevazione perché, visto che le case da erigere sono situate al confine con una zona di rilevante interesse urbanistico e paesaggistico ed essendo già presenti alcune brutte soprelevazioni, è necessario allineare lo “skyline” delle case per migliorare il paesaggio (!!). Mai a nessuno viene in mente che su una stecca di case a schiera l’unica maniera per migliorare lo “skyline” è rispettarne la loro conformazione originale (quella del piano regolatore del 1860 che ci ha regalato questa meraviglia), e di ripristinarla abbattendo le soprelevazioni che dagli anni sessanta sono state costruite a scempio del paesaggio urbano. Ora aspettiamoci che anche gli altri proprietari delle case di Via Celestino V vogliano contribuire con entusiasmo al “miglioramento paesaggistico” delle case a schiera.
Conflitto d’interessi. Il provvedimento era ad personam, a favore dell’assessore ai lavori pubblici. Dopo questo increscioso episodio dobbiamo aspettarci che nei prossimi 11 consigli comunali saranno approvate altrettante delibere personali, ora a beneficio dell’uno, ora a beneficio dell’altro consigliere, in risarcimento di questa compattezza del voto della maggioranza? Noi francamente disperiamo nel miracolo del rinsavimento di una politica spazzatura che, con i problemi enormi che ha Monte Sant’Angelo, dimostra quotidianamente di non essere all’altezza del compito. La politica e le clientele a Monte si fanno coi mattoni. Quindi per giustificare moralmente ed elettoralmente quanto è avvenuto ieri, probabilmente si farà passare per un atto magnanimo di democrazia l’allargamento di tale diritto a una larga fetta dei cittadini elettori (prima nella B1-B2 poi chissà dove altro).
LEGAMBIENTE TEME CHE A MONTE SIA RICOMINCIATA UNA NUOVA ONDATA DI SPECULAZIONE EDILIZIA. In un paese che ha già il 50% delle case in vendita (dati e stime Tecnocasa), che possiede vani per una popolazione più che doppia del numero dei residenti, e che già oggi registra una flessione di oltre il 20% del valore delle case, flessione destinata ad aumentare.
Tratto da garganopress.net



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